Sommario
Nell’intralogistica di oggi, il tema da affrontare non è più soltanto gestire i flussi interni in modo efficiente, ma riuscire a farlo in contesti sempre più variabili. Magazzini e impianti produttivi operano oggi in condizioni di continua oscillazione: cambiano i volumi, cambiano le priorità, cambiano i tempi di risposta richiesti dal mercato. Basta pensare, ad esempio, a una giornata di lavoro in cui un lotto urgente entra in magazzino a metà turno, costringendo a rivedere le sequenze di picking, spostare risorse da un’area all’altra e adattare i tempi di preparazione senza interrompere le attività già in corso. Oppure a una giornata in cui, a fronte di un picco improvviso di ordini in uscita, alcune aree del magazzino si saturano rapidamente mentre altre restano meno utilizzate, costringendo a rivedere sul momento l’organizzazione dei flussi per riuscire a rispettare le scadenze di spedizione. In questi scenari, affidarsi esclusivamente a modelli reattivi significa rincorrere i problemi quando sono già visibili, spesso con margini di intervento ridotti e costi operativi più elevati.
Molte delle criticità che emergono ogni giorno non sono però eventi improvvisi. Al contrario, sono il risultato di dinamiche che si costruiscono nel tempo: piccoli rallentamenti che si accumulano, risorse che entrano progressivamente in saturazione, flussi che diventano meno fluidi in determinate condizioni operative. Il limite non è la mancanza di informazioni, ma la difficoltà nel leggere questi segnali prima che si trasformino in emergenze. È in questo spazio che si collocano le analisi predittive applicate all’intralogistica.
Parlare di predittivo non significa introdurre complessità fine a sé stessa, ma cambiare prospettiva: significa passare dalla gestione dell’urgenza alla capacità di anticipare, restituendo tempo alle decisioni e stabilità ai processi. In un contesto in cui efficienza, continuità e sostenibilità sono sempre più interconnesse, anticipare diventa una leva concreta per migliorare il lavoro quotidiano e la qualità complessiva delle operazioni interne.
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Cosa significa “predittivo” in intralogistica
Il termine “analisi predittiva” viene spesso associato a concetti astratti o a soluzioni lontane dalla realtà operativa. In ambito intralogistico, invece, il predittivo assume un significato molto pratico. Non si tratta di prevedere il futuro in senso teorico, ma di osservare ciò che accade ogni giorno e riconoscere schemi che tendono a ripetersi. A differenza dell’analisi descrittiva, che si limita a raccontare ciò che è già successo, l’analisi predittiva utilizza dati storici e informazioni in tempo reale per individuare segnali che anticipano un evento.
L’intralogistica è particolarmente adatta a questo approccio perché i processi interni sono caratterizzati da movimenti ricorrenti, tempi misurabili e interazioni costanti tra persone, mezzi e sistemi. Una congestione che emerge sempre a fine turno, un’area di picking che rallenta con specifici mix di ordini, una risorsa che va in saturazione in determinate fasce orarie non sono casualità, ma indicatori leggibili. L’analisi predittiva consente di portare questi indicatori a un livello decisionale, offrendo un contesto più ampio a chi gestisce le attività operative. È importante chiarire che il predittivo non sostituisce l’esperienza sul campo. Al contrario, la valorizza. Fornisce strumenti per confermare intuizioni, individuare criticità latenti e intervenire prima che l’impatto diventi strutturale. Il suo valore sta nel supporto alle decisioni operative, non nell’automazione fine a sé stessa.
Dati, tracciabilità e integrazione: la base della previsione operativa
Ogni sistema di analisi predittiva efficace si fonda su dati affidabili e coerenti. Nell’intralogistica questo significa, prima di tutto, tracciabilità: sapere dove si trovano materiali, colli, asset e risorse, come si muovono e con quali tempi, è il prerequisito per qualsiasi lettura evoluta dei flussi interni. Senza una raccolta strutturata delle informazioni operative, il predittivo rimane un concetto teorico, difficilmente applicabile sul campo.
Tecnologie di identificazione automatica come barcode e RFID, insieme a mobile computer, sistemi di visione e sensori, permettono di acquisire dati in modo continuo e puntuale.
Dispositivi come Zebra TC52/TC57 o Zebra TC53/TC58, utilizzati per le attività di picking, inventario e movimentazione, permettono di raccogliere dati affidabili direttamente sul campo. La disponibilità continua di informazioni operative, acquisite nel momento in cui l’azione avviene, è uno degli elementi che rendono possibile l’evoluzione verso modelli predittivi realmente utilizzabili.
Tuttavia, la raccolta del dato non è sufficiente se le informazioni restano frammentate. È l’integrazione tra dispositivi, software e infrastruttura a trasformare singoli eventi in una visione complessiva dei processi. Sistemi di gestione del magazzino, piattaforme di supervisione e applicazioni operative devono dialogare tra loro, restituendo dati contestualizzati e comprensibili.
Anche attività apparentemente semplici contribuiscono in modo diretto alla previsione operativa. Un esempio è il dimensionamento dei colli: soluzioni come Zebra Dimensioning, utilizzate durante le fasi di preparazione e movimentazione, consentono di rilevare automaticamente misure e volumi reali degli imballaggi. Se integrati nei sistemi di magazzino, questi dati migliorano la pianificazione degli spazi, il carico dei mezzi e la capacità di anticipare situazioni di saturazione o inefficienza nei flussi interni.
Dal dato all’azione: anticipare per lavorare meglio
Il vero valore delle analisi predittive emerge quando le informazioni raccolte si traducono in azioni operative concrete. Anticipare una congestione consente di riorganizzare i percorsi prima che il blocco si manifesti sul campo. Prevedere un picco di attività permette di distribuire le risorse in modo più equilibrato, evitando sovraccarichi improvvisi. Individuare segnali di usura su mezzi o impianti aiuta a pianificare interventi di manutenzione prima che un fermo impatti sulla continuità operativa.
Quando le indicazioni predittive vengono rese disponibili direttamente agli operatori e ai responsabili di reparto, ad esempio attraverso gli stessi mobile computer industriali utilizzati nelle attività quotidiane, la previsione smette di essere un dato statico e diventa parte integrante del processo decisionale. In questo modo, le informazioni entrano nel flusso operativo senza creare ulteriori passaggi o complessità.
L’automazione può amplificare ulteriormente questo approccio. Sistemi automatici, software intelligenti e AMR integrati con i sistemi di gestione del magazzino permettono di reagire in modo dinamico alle previsioni di carico, supportando non solo la movimentazione dei materiali produttivi, ma anche la gestione dei flussi di scarto e riciclo. Ancora una volta, il valore non è nella singola tecnologia, ma nell’ecosistema integrato che collega dati, processi e persone, creando le condizioni per un’intralogistica più stabile, sostenibile e orientata al lungo periodo
FAQ
Le analisi predittive in intralogistica utilizzano dati storici e in tempo reale per anticipare eventi operativi come congestioni, rallentamenti e criticità nei flussi interni.
L’analisi descrittiva spiega cosa è successo, mentre l’analisi predittiva aiuta a capire cosa potrebbe accadere, supportando decisioni preventive nella gestione del magazzino.
Perché i flussi interni seguono pattern ricorrenti, misurabili e ripetibili, che possono essere analizzati per anticipare problemi operativi.
Sono necessari dati di tracciabilità, movimentazione, tempi operativi, utilizzo delle risorse e storico delle attività di magazzino e produzione.
Tracciabilità e integrazione permettono di ottenere dati affidabili e coerenti, indispensabili per costruire analisi predittive realmente utilizzabili.
No, le analisi predittive supportano e rafforzano l’esperienza umana, offrendo un contesto decisionale più ampio.
Maggiore continuità operativa, riduzione delle urgenze, migliore utilizzo delle risorse e aumento della qualità del lavoro quotidiano.









