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Stampanti industriali e cybersecurity: perché la conformità UE inizia dal setup rloconte 22 Gennaio 2026

Stampanti industriali e cybersecurity: perché la conformità UE inizia dal setup

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Sommario

Negli ambienti logistici e produttivi, le stampanti industriali sono sempre state considerate strumenti affidabili, quasi invisibili: lavorano in silenzio, stampano etichette, supportano la tracciabilità e accompagnano ogni fase del flusso operativo. Proprio questa apparente semplicità ha fatto sì che, per anni, venissero escluse dalle riflessioni più ampie su sicurezza informatica e conformità normativa. Oggi però questo approccio non è più sostenibile. L’evoluzione delle infrastrutture digitali e il crescente livello di interconnessione tra dispositivi stanno portando anche le stampanti a essere riconosciute per ciò che sono realmente: nodi attivi dell’ecosistema IT aziendale, con un impatto diretto sulla sicurezza complessiva dei processi. In un magazzino moderno o in un impianto produttivo, una stampante non opera mai in isolamento. Dialoga con sistemi WMS ed ERP, riceve dati da software di tracciabilità, è connessa a reti wireless industriali e, spesso, viene gestita da remoto. Questo significa che ogni scelta legata alla sua configurazione influisce non solo sull’operatività quotidiana, ma anche sulla robustezza dell’infrastruttura. È in questo contesto che la cybersecurity smette di essere un tema “da IT” e diventa una questione trasversale, che coinvolge direttamente attività operative, logistica e produzione.

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La normativa UE RED e l’impatto sui dispositivi di campo

Il riferimento normativo che segna questo cambiamento è la Radio Equipment Directive (RED), la direttiva europea che disciplina l’immissione sul mercato delle apparecchiature radio. Negli ultimi aggiornamenti, la RED ha ampliato in modo significativo il proprio perimetro, includendo requisiti specifici di cybersecurity per tutti i dispositivi dotati di connettività radio e destinati a un uso professionale. Non si tratta di un’estensione puramente formale: la direttiva introduce un cambio di prospettiva che riguarda direttamente il modo in cui i dispositivi vengono progettati, configurati e utilizzati nei contesti operativi reali, come magazzini e siti produttivi.

In termini concreti, la RED richiede che dispositivi come stampanti industriali, terminali mobili e apparati connessi garantiscano:
la protezione delle reti a cui si collegano
la tutela dei dati scambiati e trattati
la prevenzione di accessi non autorizzati e utilizzi impropri

Per le aziende che operano nella logistica e nel manufacturing, questo significa che la conformità non può più essere interpretata come una semplice certificazione del prodotto fornita dal costruttore. La responsabilità si estende al modo in cui il dispositivo viene inserito nell’infrastruttura aziendale, configurato in fase di installazione e gestito nel tempo. È qui che la normativa incontra l’operatività quotidiana, trasformando un requisito regolatorio in una variabile concreta della gestione tecnologica.

Il setup come punto di equilibrio tra IT e operatività

Nella quotidianità di magazzini e impianti produttivi, il setup di una stampante è storicamente considerato un’attività rapida, spesso demandata al personale operativo o risolta con procedure standardizzate minime. Con l’introduzione dei requisiti di cybersecurity previsti dalla RED, questa fase assume però un peso completamente diverso. È durante la configurazione iniziale che vengono definite le impostazioni di rete, i livelli di accesso, le modalità di comunicazione con i sistemi aziendali e, di fatto, la postura di sicurezza del dispositivo.
In ambienti complessi, caratterizzati da turnover tecnologico, installazioni multisito o riconfigurazioni frequenti degli spazi, una gestione superficiale del setup può generare vulnerabilità difficili da individuare nel tempo. Una stampante configurata in modo non coerente con le policy IT può funzionare correttamente dal punto di vista operativo, ma rappresentare un punto debole per l’infrastruttura. Questo crea una frattura tra IT e attività operative, che spesso emerge solo in fase di audit o in presenza di problemi. Il setup diventa quindi un punto di equilibrio delicato: deve soddisfare i requisiti di sicurezza senza rallentare l’avvio delle attività. Riconoscere questa fase come strategica significa prevenire criticità future e rendere più stabile l’intero ecosistema tecnologico. Non a caso, anche i software di configurazione delle stampanti industriali stanno evolvendo per guidare l’utente in modo più strutturato, soprattutto nei contesti regolati dalle nuove normative europee.

Magazzino e produzione: sicurezza che non rallenta il lavoro

Dal punto di vista operativo, la sicurezza ha senso solo se non interferisce con la continuità del lavoro. In magazzino e in produzione, le tecnologie sono valutate quotidianamente in base alla loro affidabilità, velocità e semplicità d’uso. Qualsiasi soluzione che introduca complessità percepita rischia di essere aggirata o vissuta come un ostacolo, soprattutto in contesti ad alta pressione operativa.
Una stampante industriale utilizzata per la stampa di etichette di spedizione, per l’identificazione dei semilavorati o per la tracciabilità dei lotti deve rispondere a requisiti molto chiari: funzionare sempre, integrarsi con i sistemi esistenti e non richiedere competenze tecniche avanzate agli operatori. La cybersecurity, in questo contesto, non può tradursi in procedure aggiuntive o in controlli manuali complessi, ma deve essere incorporata nel funzionamento stesso del dispositivo.
Quando la sicurezza è integrata correttamente, diventa invisibile. L’operatore continua a lavorare come sempre, mentre l’infrastruttura garantisce protezione dei dati e delle reti. Questo approccio è l’unico sostenibile nel lungo periodo, perché evita conflitti tra esigenze di compliance e necessità operative.

Il ruolo del software nella gestione della conformità

In questo scenario, il software assume un ruolo centrale come elemento di mediazione tra requisiti normativi e operatività quotidiana. Strumenti di configurazione e gestione progettati tenendo conto della normativa permettono di standardizzare le impostazioni, ridurre la variabilità tra installazioni e limitare il rischio di errori umani. In questa direzione si muovono anche i produttori di tecnologie enterprise, che stanno aggiornando gli strumenti di configurazione per rendere più semplice l’adeguamento ai requisiti normativi. Un esempio concreto è rappresentato dagli aggiornamenti introdotti da Zebra nei tool di setup delle stampanti, pensati per supportare fin dalla fase iniziale la conformità ai requisiti di cybersecurity previsti dalla Radio Equipment Directive per il mercato EMEA.
Per le aziende che gestiscono più magazzini o più stabilimenti produttivi, questo aspetto diventa particolarmente rilevante: dal punto di vista organizzativo, il software consente di mantenere una visione centralizzata sulla sicurezza dei dispositivi, senza richiedere interventi manuali su ogni singola installazione. Questo facilita il lavoro dei team IT e riduce l’impatto sulle attività operative, che possono concentrarsi sulle attività a valore. Inoltre, una gestione software coerente semplifica anche le attività di aggiornamento e manutenzione nel tempo. La conformità, in questo modo, non è più un obiettivo da raggiungere una tantum, ma una condizione mantenuta nel tempo, integrata nei processi e sostenuta dalla tecnologia. È qui che la sicurezza smette di essere un vincolo e diventa parte della qualità complessiva del sistema.

Una sicurezza che fa parte della qualità del processo

Oggi la cybersecurity non può più essere considerata un tema separato dalla logistica o dal manufacturing. È diventata una componente strutturale della qualità del processo operativo, al pari dell’affidabilità dei sistemi o della continuità dei flussi. Un dispositivo sicuro è un dispositivo che non introduce fragilità nell’infrastruttura, che cresce insieme ai sistemi aziendali e che non genera problemi quando vengono introdotte nuove tecnologie o nuovi flussi informativi.
In questo contesto, la sicurezza non è più solo una questione tecnica, ma organizzativa. Coinvolge IT, attività operative e management in un equilibrio che deve essere costruito nel tempo. La capacità di integrare correttamente i dispositivi di campo all’interno dell’ecosistema digitale diventa quindi un fattore distintivo per le aziende più mature dal punto di vista tecnologico.
Il ruolo del partner tecnologico è proprio questo: accompagnare le aziende in un percorso che tenga insieme normativa, infrastruttura e operatività reale, senza forzature e senza soluzioni calate dall’alto. È un lavoro di integrazione, più che di semplice fornitura.

In conclusione, le nuove normative europee stanno accelerando un cambiamento già in atto: i dispositivi operativi di campo non possono più essere considerati elementi periferici dell’infrastruttura digitale. Anche una stampante industriale deve oggi essere progettata, configurata e gestita come parte integrante del sistema aziendale.
Affrontare la conformità partendo dal setup e dal software significa proteggere reti e dati senza compromettere l’efficienza operativa. È un approccio che richiede consapevolezza, metodo e integrazione tra competenze diverse. Ma è anche un passaggio necessario per costruire una logistica e una produzione più solide, sicure e pronte a evolvere.

FAQ

La Radio Equipment Directive (RED) è una normativa europea che regola i dispositivi radio e connessi, includendo requisiti di cybersecurity che oggi coinvolgono anche stampanti industriali usate in magazzino e produzione.

Le stampanti industriali si collegano a reti aziendali, WMS ed ERP tramite Wi-Fi, Ethernet o Bluetooth. Questo le rende nodi attivi dell’infrastruttura IT, con impatti diretti sulla sicurezza.

La normativa RED richiede la protezione delle reti, la tutela dei dati e la prevenzione di accessi non autorizzati per tutti i dispositivi radio destinati all’uso professionale.

La fase di configurazione iniziale definisce impostazioni di rete, accessi e integrazione con i sistemi aziendali. Un setup non corretto può creare vulnerabilità anche se il dispositivo è certificato.

Nei contesti operativi, la conformità RED influisce sulla gestione dei dispositivi di campo, richiedendo soluzioni che garantiscano sicurezza senza rallentare le attività quotidiane.

I software di configurazione e gestione aiutano a standardizzare il setup, ridurre errori e mantenere coerenza tra dispositivi, semplificando l’allineamento tra IT e attività operative.

I produttori enterprise stanno aggiornando strumenti e software di setup per supportare fin dalla configurazione iniziale i requisiti di cybersecurity richiesti dalla normativa europea.

Un dispositivo sicuro protegge reti e dati e garantisce continuità operativa. La cybersecurity diventa quindi un elemento strutturale della qualità dei processi logistici e produttivi.

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